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| 14 dicembre 2017

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Netcomm Focus Lifestyle | la rivoluzione digitale è iniziata

Netcomm Focus Lifestyle | la rivoluzione digitale è iniziata
Marco
  • On 24 luglio 2017

Il  primo  convegno  Netcomm  Focus  Lifestyle  ‘Rivoluzione  digitale:  opportunità  e  sfide  per  le aziende  della  moda,  del  beauty  e  del  design’  organizzato  da  Netcomm  in  collaborazione con Pambianco e  svoltosi a Milano, ha condotto, insieme a interlocutori e aziende del mercato, un’analisi della  trasformazione in atto nelle imprese dei settori simbolo del Made in Italy che vogliono cogliere le opportunità offerte dall’ecosistema digitale, esaminando quali sono i  nuovi fattori competitivi di successo.

Negli ultimi anni il mercato dell’e‐commerce si è ampliato estendendo la propria offerta anche a settori inizialmente molto lontani come il  fashion, il  food, il design.

Sono proprio  le  categorie  merceologiche che intercettano nicchie mondiali quelle  ad  avere  oggi la maggiore potenzialità di successo e non a caso le aziende del Made in Italy stanno integrando il
canale digitale nei loro processi di espansione globale.

Questo  Focus  è  il  primo  di  una  serie  di  appuntamenti  verticali  che  Netcomm  organizzerà  nei prossimi  mesi  per  supportare  l’evoluzione  digitale  e  la  competitività  di  alcuni  settori  chiave del Sistema Paese”, spiega Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. “Il digitale non è il futuro ma è già il presente: basti pensare che nel 2016 sono stati acquistati nel mondo beni e servizi online per circa 2.600 miliardi di dollari, coinvolgendo circa 1,5 miliardi di online shopper”.
David  Pambianco,  AD  di  Pambianco  Strategie  di  Impresa,  ha  dichiarato:  “Abbiamo  deciso,  in
partnership con Netcomm di dedicare ai settori moda, beauty e design un summit che analizzi ed
approfondisca le sfide e le opportunità offerte dal digitale. Ritengo che oggi saper gestire al meglio
questa rivoluzione sia strategico per aziende come quelle lifestyle in cui l’immagine e la relazione
con i propri consumatori sono leve di successo fondamentali”.
Lo sviluppo del settore lifestyle 
Analizzando gli acquisti e‐commerce di prodotti lifestyle a livello globale, si nota come dal 2015 a
oggi  seguano  tutti  un  trend  di  crescita,  seppure  a  velocità  diverse:  il  fashion  ha  registrato  un incremento di circa il 42% per un valore di 391 miliardi di dollari, seguito dal beauty con il 42% pari a 84,5 miliardi e infine il design che registra una crescita di oltre il 36%con 133 miliardi di dollari.

Questi dati di crescita non sono però ancora sufficienti per considerare il settore dell’e‐commerce
maturo o capace di esprimere appieno le sue potenzialità, dato che oggi solo il 7,5% degli acquisti
si finalizza in questo canale e quello fisico rimane prevalente rispetto all’online.
Il digitale è dunque la strada necessaria per le aziende che vogliono competere con successonei prossimi anni, e la rivoluzione digitale non è uno scenario a medio lungo termine ma un fenomeno che sta già cambiando profondamente i consumatori e il modo di fare impresa.

Per questo le aziende si sono rese conto che la vera ricchezza, e lo strumento che permette loro di continuare a crescere, è il consumatore con il quale, attraverso il canale digitale è possibile  interagire  e contemporaneamente soddisfare le sue aspettative di e‐shopping.

È egli stesso che desidera una relazione puntuale, costante, interattiva con il brand e pertanto oggi l’online deve essere considerato come un canale di vendita e di contatto, capace di profilare in modo estremamente puntuale  l’utente.

Il  nuovo  consumatore  digitale  pretende  di  parlare  con  l’azienda  in  modo
immediato e diretto, attraverso una pluralità di interfacce (negozio fisico, negozio online, social, app,
etc.) vivendo un’esperienza unica e personalizzata.
Per questi settori del Made in Italy il digitale è una scelta propulsiva potente” afferma Roberto
Liscia, Presidente di Netcomm. “È necessario che le imprese sappiano fare rete e si avviino verso unpercorso di cambiamento. La valorizzazione dei distretti e delle vie della moda italiane attraverso
piattaforme online, come già è accaduto per esempio ad Amsterdam, consentirebbe ai consumatori
italiani ma anche e soprattutto ai turisti stranieri, di poter continuare l’esperienza di acquisto una
volta tornati a casa e creerebbe un forte legame con il brand. Sono speranzoso che le imprese che
non l’hanno ancora fatto inizino un percorso di digitalizzazione: la rivoluzione dell’e‐commerce è già
iniziata  ed  è  in  atto  un  cambiamento  sistemico  di  acquisto  e  di  offerta. Le aziende che non
riusciranno ad abbracciarlo metteranno a rischio la propria competitività e sopravvivenza”.
L’interazione offline e online crea valore.
Se consideriamo il segmento luxury,l’online influenza oltre un terzo delle vendite retail totali, con una
rilevanza  in  crescita anno su anno; nel 2016 la percentuale e‐commerce sul fatturato globale retail è stata del 36%, di cui il 7,4% da vendite realizzate direttamente online
e il 28,5% da acquisti conclusi in store ma guidati dall’online.
Inoltre, gli e‐shopper che utilizzano un solo canale hanno un comportamento di acquisto meno intenso di chi ne usa almeno due; questi ultimi infatti fanno registrare una spesa media annua superiore.

Il punto vendita fisico è diventato strategico per l’online.
In  un  contesto  così  in  evoluzione  anche  il  punto  vendita  fisico  si  deve  ridisegnare  e  ridefinire,
garantendo una continuità nell’esperienza del consumatore, anche quando questa transita da un
canale all’altro. Il canale fisico è, infatti, entrato nell’online ma anche l’e‐commerce sta portando
innovazione digitale al canale fisico migliorando il servizio offerto al consumatore, l’esperienza con
il brand e il traffico online, prima, durante e dopo la fase di acquisto; in sintesi creando un ecosistema di unified commerce.
Non a caso su un’analisi di oltre 44.000 negozi in Italia, 22.000 sono risultati attivi con servizi legati  all’e‐commerce dove, tra quelli maggiormente proposti, circa il 20% è rappresentato
dal ritiro degli acquisti online, il 4,6% da quelli prenotati online e una percentuale appena
sopra l’11% dai servizi abilitati al reso.
Se si guarda invece il settore merceologico, i negozi dei prodotti lifestyle risultano
tra i più attenti a offrire un’esperienza immersiva, tanto che il 53% dei punti vendita che erogano servizi legati all’e‐commerce è relativo al fashion, l’11% al luxury, il 9% all’arredamento e infine il 2% al beauty.
Nell’industria del lusso l’offerta online è ormai molto ampia e con una vastissima estensione dei
prezzi, ad esempio dai 25$ della Tote bag di Ralph Lauren ai 50.000$ delle borse Hermès” , dichiara
Marco Pozzi, Senior Advisor di Contactlab. “Tuttavia la crescita del canale e‐commerce sta iniziando a rallentare, soprattutto nelle geografie anglosassoni, e sempre più ai brand conviene focalizzare l’attenzione  sul  customer  engagement  digitale  dei  clienti  che  acquistano in negozio, che è dimostrato comprino più frequentemente e spendano di più. Tuttavia i contenuti su web, social e digital direct marketing oggi appaiono ancora molto standardizzati, e spesso a livello locale c’è ben poco  oltre  alla  mera  traduzione. La nuova sfida è quindi quella di aumentare il livello di personalizzazione dei contenuti, utilizzando anche le forze già in campo come i sales associate, già presenti in tutti i negozi del mondo e con la migliore conoscenza dei clienti: il clienteling è la nuova Digital Frontier”. 

Nei  prossimi mesi Netcomm e ContactLab metteranno insieme le proprie  competenze  per la creazione di un Osservatorio che avrà l’obiettivo di monitorare i settori  del  Fast  Luxury  &  Fast Fashion, evidenziandone le peculiarità, gli sviluppi e le evoluzioni guidate dal digitale.

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